sabato 31 maggio 2008

Claudio Calia al Pan!

Sabato 7 giugno a partire dalle ore 15,30 Claudio Calia presenterà il suo libro "E' primavera, intervista a Toni Negri" edito da Becco Giallo.

Riportiamo la recensione realizzata dall'amico Massimo Miato

Claudio Calia è tornato, e ancora una volta le sue opere a fumetti sono destinate a far discutere. Dopo "Porto Marghera - La legge non è uguale per tutti", lucido e ben documentato atto d'accusa contro la pesante eredità di sangue lasciata dal petrolchimico più tristemente famoso del Nordest, il giovane autore trevigiano non si accontenta, e propone un'opera innovativa tanto per il tema trattato quanto per l'utilizzo di una forma di narrazione relativamente inedita. "E' primavera - Intervista a Antonio Negri" è infatti un inedito esempio di intervista a fumetti, una modalità narrativa che, come ha affermato lo stesso Calia, non si incontra spesso nel mondo delle nuvole parlanti. La ricerca formale è da sempre uno dei punti fermi nell'evoluzione stilistica dell'autore, alla costante ricerca di metodi efficaci per realizzare la propria attività giornalistica attraverso l'arte sequenziale. Tuttavia, mentre il precedente "Porto Marghera" voleva essere un documentario a fumetti, questa nuova prova cerca di proporre una forma diversa, più adeguata ad un contenuto molto più vasto, mischiando quindi autobiografia, ricerca storica, denuncia sociale ed addirittura qualche spunto narrativo del tutto inventato, come è il caso del busto di Lenin, che spicca sulla scrivania di Negri, e che si trasforma da soprammobile a spettatore attento del lavoro dell'autore. Il libro è stato presentato in anteprima lo scorso 20 maggio al Pedro, storico centro sociale padovano, dove sono intervenuti l'autore, l'editore BeccoGiallo (nella persona dell'editor Guido Ostanel), lo stesso Negri e Luca Casarini, attivista no global ed autore della postfazione del volume. Un evento che ha avuto un doppio significato simbolico, e che ha sottolineato da un lato la continuità ideologica che lega l'intervistatore all'intervistato, e dall'altro il valore "scomodo" dell'opera, che, nelle parole di Casarini, si è trovata nella non facile situazione di venire ostracizzata dalla stampa ancora prima della pubblicazione. "Colpa" della scelta di proporre una tematica non facile, quella della vita di Negri, ancora oggi considerato come il "cattivo maestro" per eccellenza. Ma, come sottolinea Ostanel, il rifiuto va anche imputato all'incapacità, esclusivamente italiana, di riconoscere al fumetto la propria dignità come mezzo di espressione. Un mezzo non necessariamente legato alla sfera dell'intrattenimento, come troppo spesso siamo portati a pensare.

Recensione di Massimo Miato per La Voce d'Italia

venerdì 30 maggio 2008

Scuola Internazionale di Comics a Padova

Apertura Iscrizioni A.A. 2008/09

Da martedì 03/06/08 sono aperte le iscrizioni presso la sede della Scuola Internazionale di Comics di Padova.
Per visitare la scuola, fissare un colloquio orientativo con laCoordinatrice Attività Evelina Mitali o per mostrare i vostri lavori al Direttore Artistico Stefano Tamiazzo,potete contattare i numeri 049.87.52.352 e 346.52.47.884, oppure scrivere a

lunedì 26 maggio 2008

Presentazione Voodoo studio: Report




Intervista al Moz di Massimo Miato per La Voce d'Italia

Come riesci a coniugare i fumetti con l'attività di grafico?

Ti dico, un casino, mi occupo di un tot di cose e vivo in un costante delirio grafico fumettistico, fra scadenze, errori e correzioni arrivo a fine giornata demolito, pero’ mi piace assai. Lo stile comune deriva dal fatto che facendo fumetti (ho ripreso dopo una lunga pausa) e grafica la cosa e’ venuta naturale, prima e’ venuta Murder (la linea di abbigliamento) poi i personaggi (grazie anche al mio socio). Da lì una cosa tira l’altra...

Presentaci il tuo Iron Gang.

L’Iron Gang e’ una squadra di lottatori messicani messa su per salvare il mondo da improbabili minacce (zombies, mostri giganti, deliri vari da B movies), ed e’ composta da 4 elementi: La Calavera, The Diablo, King E, e The Burner. E poi c’e’ un quinto, El Mariachi (ovviamente), che risolve la situazione di turno con effetti piu’ disastrosi di quelli della minaccia reale. In "Iron Gang's Halloween Monster Party Massacre" (Voodoo Studio) si scontrano contro i mostri classici, Dracula, Frankenstein etc., il tutto con un finale da serie Z. La scelta del wrestiling mascherato avviene per cause di estetica trash e di nottate passate a guardare i film di El Santo e Blue Demon, e poi il wrestling messicano e’ una figata punto e basta...

Parlaci delle tue fonti di ispirazione.

Sono cresciuto a film horror, fumetti e hardcore (musica, anche quell’altro comunque), queste sono le 3 cose che mi hanno influenzato maggiormente. Comunque, per quanto riguarda il fumettame: Sienkiewicz, Mignola, K.Williams, Wood, per citarne alcuni di contemporanei, poi sono fan della Marvel anni 70, quindi Kane, Kirby (anche se e’ anni 60), S. Buscema, Tuska, e Byrne. Il Byrne fino ai fantastici 4 era il disegnatore Marvel perfetto, poi bruciato… Anzi, sono arrivati gli anni 80 (non dico altro)… Per la grafica invece: Kozik, Hunt, O’Malley, varia poster art, Pushead, Biskup, Baseman. Per la pitture invece (perche’ dipingo anche) soprattutto Barr e Shag, questo solo per citartene alcuni, senno non la finiamo piu’...

giovedì 15 maggio 2008

Cose a venire


La data ufficiale della presentazione del n. 1 di Voodoo studio della Nicola Pesce editore è fissata per sabato 24 maggio dalle ore 15,30 in poi.

Saranno presenti il Moz "Officina Infernale" autore della storia dell'Iron Gang ed Elia Bonetti, matite di Namtar Rising. per l'occasione potrete visionare anche le nuove uscite della Nicola Pesce quali Monstars 3, Spasmex e Cybernauta.


"Milo Manara racconta la sua visione del fumetto come Arte ma anche come Mestiere, descrivendo il processo creativo, gli spunti d’ispirazione, le tecniche e gli accorgimenti che rendono le sue strisce vere opere narrative.Una vasta raccolta di fotografie e una sezione di “dedicace” d’autore, omaggi disegnati di colleghi e amici di tutto il mondo, completano il volume."
Prossimamente appuntamento con Francesco Verni, giornalista e saggista, per la presentazione del suo libro "Vita e Donnine di Milo Manara" edito da Leopoldo Bloom

sabato 3 maggio 2008

Children no more

Children No More sarà una mostra con tema la violenza sui minori. E' organizzata da Alessandro Dezi in collaborazione con l’Associazione Onlus Karibu, che si occupa di missioni umanitarie nei paesi in via di sviluppo. La mostra sarà itinerante in varie località italiane, per almeno due anni consecutivi. Lo scopo è quello di reperire fondi per sovvenzionare i progetti umanitari. Né gli organizzatori, né l’associazione tratterranno un solo euro, nemmeno per coprire le spese che saranno interamente sostenute dai soci.

Sono già 140 gli artisti tra italiani e internazionali ad aver dato il loro contributo, oltre all'amico Andrea Vivaldo autore dell'immagine riportata qui sopra e dal cui blog abbiamo tratto la notizia, ecco l'elenco:

Italiani: Adriano "Adrio" Petrucci, Arianna Rea, Claudio Parentela, Remo Fuiano, Genea, Giuseppe Palumbo, Andrea Accardi, Leo Ortolani, Francesca Ghermandi, Simone Lucciola, Rocco Lombardi, Italo De Simone, Andrea Grieco, Nicoz, Oscar Celestini, Maurizio Ribichini, Silvano, Gianluca Costantini, Alberto Corradi, Daniela Masala, Valentino Sergi, Simone Pieralli, Antonella Platano, Joey Guidone, Marco Domici, Paolo Di Orazio, Davide Reviati, Elena Mirulla, Ilenia Carloni, Gianluca "Fogliazza" Foglia, Margherita Allegri, Elena Rapa, Armando Rossi, Barbara Fagiolo, MP5, Onze, Roberto Grossi, Gud, Onofrio Catacchio, Alessio Spataro, Alberto Ponticelli, Giuseppe Manunta, Massimo Giacon, Maurizio Ercole, Mauro Balloni, Marco Cazzato, Emanuele Caponera, Roberto Mangosi, Elena Casagrande, b-9, Lele Corvi, Maicol&Mirco, Ratigher, Hurricane Ivan, Federico Pietrobon, Igor Zovianoff, Armin Barducci, Mauro Cicarè, Squaz, Federica Manfredi, Esteban, Manuela Soriani, Francesca & Michela Da Sacco, Niccolò Storai, Laura Spianelli, Manuel De Carli, Marco Tanca, Elia Bonetti, VageenaDispenser, Ivan Zoni, Riot Queer, Luca Genovese, Giovanni Simoncelli, Francesco Codolo, Giovanni Ventre, Sponge, Luca Maresca, Andrea Vivaldo, Alberto Lingua, Antonio Bruno, Falcinelli & Poggi, Isabella Mazzanti, Paolo Parisi, Giacomo De Panfilis, Francesca Tancini, Stefano "S3keno" Piccoli, Ottokin, Claudio Stassi, Sergio Algozzino, Alessandra "Mais2" Criseo, Marco "About" Bevivino, Stefano Misesti, Erika De Pieri, Francesco Mattioli, Diego Gabriele, Benedetta Dossi, Thomas Bires, Giacomo "Keison" Bevilacqua, Sergio Ponchione, Luisa Montalto, Alessandro Micelli, Daniele Giardini, Alessandro Boni, Valentina Pietrucci, Mauro Cao, Emiliano Mammucari, Roberto Di Salvo, Giulia Sagramola, Sara Pichelli, Marco Petrella, David Messina, Ilaria Urbinati, Tuono Pettinato, Ilaria Grimaldi, Vittorio Giorgi, Paolo Maddaleni, Maurizio Rosenzweig, Matteo Cremona, Rolando Cicatelli e Enzo Troiano.

Internazionali: Miguel Ángel Martin, Aleksandar Zograf, Peter Kuper, Trevor Brown, Mike Diana, Max Andersson, Ivan Brun, Stéphane Blanquet, Mac McGill, Eric Drooker, Vincent Lefebvre, Rafael Gouveia, Daniel Silvestre da Silva, Jennifer Campre, Ryan Inzana e Line Hoven.

In bocca al lupo agli organizzatori per questa bella iniziativa, speriamo in una tappa a Padova.

per informazioni e contatti:Associazione Onlus Karibu: info@karibuonlus.it

venerdì 2 maggio 2008

Fumetti d'Albione

Una buona notizia per gli appassionati di fumetto inglese, da qualche tempo la Magic press ha iniziato la pubblicazione di materiale tratto dalla mitica rìvista 2000AD.
Già pubblicati i primi due volumi dello Slaine di Pat Mills e Clint Langley, uno di Nemesis lo stregone di Mills e Kevin O'Neil e uno del Judge Dredd ad opera di Wagner, Grant e Brian Bolland.
Prossimamente la ristampa delle storie scritte da Alan Moore per il magazine ad inizio carriera.

giovedì 1 maggio 2008

Cinecomics

L'uscita nelle sale del film di Iron man apre le danze all'ennesima invasione di fumetti sul grande schermo. La pellicola diretta da Jon Favreau e interpretata da Robert Downery Jr è stata per la prima volta prodotta direttamente dalla Marvel.
Il 2008 vedrà poi sullo schermo l'ennesimo Batman con l'atteso The dark knight già destinato ad essere ricordato come l'ultimo film diHeath Ledger, il nuovo Hellboy The golden army sempre diretto da Del Toro, un tentativo di "rinverdire" l'incredibile Hulk (dopo il non proprio felice film di Hang Lee) facendolo scazzottare con Abominio (Edward Norton e Tim Roth nel cast), il terzo tentativo di proporre The Punisher al cinema con War zone (i primi due sono inguardabili, speriamo bene) e Wanted dalla gn di Mark Millar con Morgan Freeman e Angelina Jolie, storia di uno "sfigato" che scopre di essere il figlio del più grande supercriminale del mondo e del suo addestramento per diventarne l'erede.
Nel 2009 arriveranno il film in solitaria di Wolverine, lo Spirit diretto da Frank Miller e soprattutto Watchmen diretto da Zack Snyder e qui c'è davvero di che aver paura anche a giudicare dalle prime foto di scena e dai costumi di alcuni protagonisti che fanno pensare ad un action di serie b...
Per dovere di cronaca citiamo in chiusura Superhero Movie, parodia di Spiderman dai tipi di Scary movie e il potenzialmente interessante "homeless superman" Hancock con Will Smith, sugli schermi quest'estate.
Buona visione.

martedì 29 aprile 2008

The Iron Gang!

A Maggio al Panstore Il Moz aka Officina Infernale presenterà il suo Iron Gang!
Lottatori mascherati, incontri di wrestiling estremo e mostri a gogo nel n. 1 della nuova proposta editoriale della Nicola Pesce, Voodoo Studio flip book arricchito dalla storia Namtar Rising di Landi & Bonetti.

I quattro lottatori dell'Iron Gang già noti come testimonials della linea di abbigliamento Murder (interamente creata dal Moz) debuttano finalmente nel loro fumetto.
Al più presto comunicheremo la data ufficiale, tenetevi pronti!


sabato 26 aprile 2008

Nuove absolute editions


Altre due uscite di prestigio per la serie Absolute della planeta Deagostini che sta raccogliendo in eccellenti edizioni alcuni dei capolavori del fumetto.
Si aggiungono alla lista "Batman anno uno" il racconto delle origini dell'Uomo pipistrello ad opera di Frank Miller (già autore del fondamentale Dark knight returns) e David Mazzuchelli, e la prima miniserie della "Lega degli straordinari gentlemen", il supergruppo dell'Inghilterra Vittoriana creato da Alan Moore e Kevin O'Neill.
Ovviamente entrambi imperdibili!

giovedì 24 aprile 2008

Tanti Auguri!

Buon compleanno Andrea!
Gli anni passano ma lui cerca di mantenersi giovane conservando i suoi organi interni nell'alcool, speriamo funzioni.
Augurissimi.

mercoledì 16 aprile 2008

Prossimi appuntamenti

Continua, dopo la presentazione di Monstars un anno fa, la nostra collaborazione con Nicola Pesce edizioni.
Subito dopo Napolicomics le novità in anteprima di questa nuova e dinamica casa editrice.
Restate sintonizzati!

lunedì 14 aprile 2008

Intervista a Stefano Tamiazzo

In occasione del BD Day 2008, organizzato dall'AFuI (Associazione Fumetterie Italiane), siamo riusciti ad incontrare Stefano Tamiazzo, disegnatore della serie fantascientifica "La Mandiguerre". I quattro episodi della saga, pubblicati in Italia da Edizioni BD e scritti da Jean David Morvan (autore prolifico che ha firmato anche Troll e Sillage), narrano della guerra interplanetaria tra gli esseri umani e i crudeli Mandis, combattuta per proteggere una società a cavallo tra suggestioni ottocentesche e tecnologie avveniristiche.

La particolarità del tratto di Tamiazzo sta nel saper unire un'ispirazione di origine giapponese, evidente soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi, con elementi cari alla tradizione del fumetto franco-belga. Gli abbiamo chiesto di fare un bilancio della serie appena conclusa, e di parlarci dei suoi progetti futuri.

Come sei riuscito a coniugare in uno stile omogeneo elementi di scuole nazionali diverse?
Beh, in realtà l'animazione giapponese e la cosiddetta linea chiara franco belga hanno in comune una pulizia grafica che prima o poi si sarebbero incontrate con o senza il mio assenso! Dieci anni fa sarebbe stato impensabile proporre a degli editori francesi uno stile come il mio... All'inizio c'è stato un forte ostruzionismo, che è crollato col fatto che tutta una generazione di autori francesi aveva visto gli stessi cartoni che avevo visto io, e naturalmente tentava di fonderli con la tradizione da cui proveniva. L'invasione e il relativo successo dei manga nel mondo ha fatto il resto. Il mio resta comunque un lavoro in continua evoluzione grafica e narrativa, o almeno ci provo.

Facci un bilancio de "La Mandiguerre" all’indomani della conclusione della serie.
Sono soddisfatto della regia, dell'impostazione della tavola, di come ho gestito le dieci, undici vignette a tavola a cui il mio socio J.D. Morvan mi ha “costretto” in questi anni di lavoro, e di quella che ritengo fino ad adesso la mia esperienza lavorativa più interessante. Un'esperienza che mi ha portato in giro in mezza Europa tra festival, presentazioni e dedicaces, oltre al fatto di avermi permesso di lavorare per uno dei più grandi editori di fumetti d'Europa... La nota dolente è la colorazione, una serie come "La Mandiguerre" avrebbe richiesto colori più caldi e avvolgenti...

Hai annunciato che dopo "La Mandiguerre" ti dedicherai ad una serie solista, come autore completo. Che storia ti piacerebbe raccontare?
Si, ritorno alle origini e sto scrivendo una serie da solo! Che fatica!!! Dal lavoro in coppia con uno dei più importanti sceneggiatori francesi mi rimane un'esperienza notevole, non solo da un punto di vista della tecnica ma anche della conoscenza del mercato francofono, che è complesso e in costante, rapida evoluzione. Niente fantascienza, l'ambientazione è quella di fine '800 in Francia, in piena epoca coloniale, un periodo di stravolgimenti sociali... di più non dico! Anzi, una cosa la dico, e con grande orgoglio: ad ottobre La scuola internazionale dei comics aprirà una propria sede a Padova. Io sarò il responsabile del corpo docenti, e insegnante di anatomia per fumetti. Una bella occasione per tutti gli appassionati di fumetti, illustrazione e animazione, e una bella occasione per movimentare culturalmente il sonnolento nordest.

Intervista di Massimo Miato per La Voce d'Italia

giovedì 3 aprile 2008

Angel Sanctuary

Sangue, lacrime, incesti e teste mozzate, sembra un horror invece è uno shojo manga. Volete soprannaturale, personalità borderline, travestiti e maggiorate? Chiedete qualunque cosa e qui la troverete! Angeli, demoni, droga e computer, cos'altro vi viene in mente? Volete una storia di cui non capire un tubo fino all'ultimo episodio? Volete romanticismo, grandi occhioni e bambini assassini? Volete fan service shonen ai e angeli OGM e l'Apocalisse alle porte? Credete che sia finita? Volete Ira, Accidia, Superbia, Lussuria e mostri, demoni e combattimenti ancestrali? Non troverete mai un fumetto più complicato, ben gestito e con dietro uno studio così approfondito delle gerarchie angeliche e demoniache. Magistralmente illustrato e concepito dalla superba Kaori Yuki, madre del sadismo e del gotico, Angel Sactuary è uno delle poche serie che meritano davvero di essere definite "capolavori manga". Il climax ascendente della narrazione vi terrà senza fiato fino all'ultimo numero, ma dirvi qualcosa in più sulla trama sarebbe rovinarvi una lettura che merita di essere fatta, senza intromissioni.

Serie completa: 26 numeri nella prima edizione.
Reperibile anche nelle due nuove edizioni Gold, con e senza sovracoperta.

by La Chicca

domenica 30 marzo 2008

V for Vendetta Absolute edition

L'edizione definitiva del capolavoro di Alan Moore, copertina cartonata, numerosi "extra" e immagini inedite.
Un altra gemma nella serie "Absolute" della Planeta Deagostini dopo "Il ritorno del cavaliere oscuro", "Watchmen" e "Arkham Asylum".

Alan Moore - David Lloyd - V for Vendetta
Planeta Deagostini
€ 14,95

Arzach

Nuova ristampa in edizione economica di un grande classico del fumetto Europeo, Arzach di Moebius.
E' la storia di un enigmatico cavaliere solitario, l'ultimo degli pteroguerrieri, che si sposta nel suo mondo alieno sul dorso di una creatura alata.
Pubblicato originariamente sulle pagine della rivista francese Metal Hurlant verso la metà degli anni settanta, l'opera ha influenzato generazioni di autori in tutto il mondo.

Moebius - Arzach
Edizioni BD
€ 10,00

martedì 25 marzo 2008

L' AFUI



Che le librerie specializzate nei fumetti, più comunemente note come fumetterie, siano una realtà consolidata nel settore della vendita al dettaglio è ormai cosa universalmente nota. Più che semplici negozi, spesso le fumetterie diventano un vero e proprio luogo di ritrovo per gli appassionati, una caratteristica che si sta via via sempre più rafforzando anche grazie alle numerose iniziative e alle occasioni di incontro con gli autori che proprio le librerie specializzate promuovono. E' in quest'ottica che segnaliamo la meritoria opera di coordinamento dell'AFuI, Associazione Fumetterie Italiane, nata ufficialmente lo scorso 29 aprile ma in realtà già attiva da diversi anni. Un'associazione che ha come scopo principale quello di porsi come punto di riferimento per la categoria dei "fumettari", nome con cui vengono identificati i negozianti del settore, portando avanti progetti che servano come occasione di dialogo tra realtà geograficamente molto lontane tra loro. Grazie ad iniziative volte a portare gli autori italiani a contatto col pubblico, le fumetterie stanno diventando sempre più un luogo di promozione per molti disegnatori e sceneggiatori che sarebbe altrimenti possibile incontrare solo nell'atmosfera caotica delle fiere. E' stato il caso di Ausonia, protagonista dell'omonimo tour da poco conclusosi, un'iniziativa trasversale a tutto il territorio italiano che ha saputo rifiutare la logica dei regionalismi a cui siamo ancora troppo abituati. L'altro settore di attività dell'AFuI riguarda i problemi pratici che affliggono il mondo della distribuzione, e che spesso si ripercuotono sull'utente finale. Aspettare un volume per mesi non fa mai piacere a nessuno, e spesso i ritardi nella consegna, soprattutto per quanto riguarda gli arretrati, dipendono dalla mancanza di coesione dei rivenditori nella gestione dei rapporti con la grande distribuzione. Attraverso il forum del sito http://www.afui.it/, i rivenditori possono finalmente porsi come fronte comune e parlare dei problemi direttamente con i responsabili della distribuzione. Un servizio esclusivo per i negozianti (come tutti quelli offerti dal sito, ovviamente), ma che si ripercuote con effetti positivi su tutti i lettori.


Di Massimo Miato per La Voce D'Italia

mercoledì 19 marzo 2008

lunedì 17 marzo 2008

Intervista ad Ausonia

Grazie all'Ausonia tour, promosso dall'Associazione Fumetterie Italiane, abbiamo avuto la fortuna di incontrare recentemente uno degli autori di fumetto italiani meno inclini al compromesso artistico. Da "Pinocchio - Storia di un bambino" fino ai più recenti "P-HPC/Post-Human Processing Center e Beauty Industries", il tratto più caratteristico di Ausonia è infatti proprio quello di ricercare un proprio linguaggio espressivo anche a prescindere dai limiti che il mezzo gli impone, studiando nuovi metodi di rappresentazione con una cura ormai dimenticata dal fumetto seriale (per il solo P-HPC sono serviti sette anni di lavoro). Abbiamo chiesto all'autore toscano di parlarci del significato profondo dei suoi lavori, e siamo stati premiati con un'anticipazione, ancora rigorosamente in progress, su quello che sarà forse il suo prossimo capolavoro.

Perchè hai scelto di utilizzare il fumetto come mezzo di espressione?
Il fumetto, fare fumetti, per me non è una scelta definitiva. Tutta la mia vita l’ho passata disegnando, dipingendo, studiando arte. Ciò che mi interessa è la capacità comunicativa ed espressiva dell’immagine. Così c’è stata l’illustrazione, la pittura, il fumetto, la fotografia... e parallelamente a tutte queste cose la scrittura. In P-HPC c’era la voglia di mettere insieme tutte queste esperienze in un solo corpo. Usare ogni tipo di esperienza che avevo fatto in passato per un obiettivo unico: raccontare una storia. E questa cosa, questo collage, comportava diversi rischi e la cosa mi spaventava parecchio. Perché la storia di Uto e di Sarah è una storia molto triste e seria... E raccontarla anche attraverso il fotoromanzo era davvero pericoloso. Perché di fatto ho preso un mezzo “ridicolo” (basti pensare a un qualsiasi racconto fotografico presente su una rivista come “Grand Hotel” ed è facile che uno si ricordi di certe cose con ilarità) e l’ho usato per parlare del vuoto pneumatico e del lavoro in fabbrica, dell’alienazione e della complessità di una storia d’amore fra adolescenti. E poi si tratta di un libro che mentre lo fai sei come un trapezista che lavora senza rete protettiva, perché al mondo non esistevano libri strutturati così, e di colpo, dopo aver fatto tanti fumetti, ti rendi conto che stai esplorando un territorio del tutto nuovo e sai che nessuno ti può aiutare a risolvere i tuoi dubbi. Provi continuamente a elaborare soluzioni, finendo per scartarle quasi tutte. Perché da un lato stai facendo della pura sperimentazione, dall’altro cerchi anche di creare subito degli schemi estetici, dei confini che non vuoi oltrepassare... Perché il mio interesse non era solo rivolto alla storia che stavo raccontando, ma anche quello di creare una sorta di manifesto programmatico che mi sarebbe servito per fare i miei libri successivi. Quindi i sette anni passati su P-HPC sono stati devastanti e meravigliosi insieme. Un’esperienza unica sia in ambito editoriale che personale. Che mi ha coinvolto al cento per cento. Da mattina a sera.

Cos'è che ti fa più paura del conformismo, che viene condannato dal tuo Pinocchio?
Il conformismo è la morte del senso critico. E quindi si tratta di una cosa che spaventa a prescindere. È la morte delle nuove ipotesi sociali, della sperimentazione artistica, del dissenso in politica. Il conformismo è accettare le cose senza porsi domande. È accettare che non ci possano essere altre vie percorribili al di là di quelle che ci sono state fornite. La mentalità conformista è reazionaria e anti-progressista, è la morte delle idee. È un male assoluto che porta alla stagnazione culturale e che va contrastato. Combattuto. Sempre. Trovo molto conformista anche il fumetto, basti pensare a certe serie popolari da edicola, che reiterano se stesse all’infinito. Da quarant’anni. Dando per scontato che niente è cambiato da allora, che la testa delle persone è pressoché la stessa, che nessun cambiamento è avvenuto, e tanto meno è in atto, nella nostra società. È un fumetto antistorico. Che si basa su formule narrative primitive e infantili. Un fumetto didascalico fatto di “spiegoni” e moralette parrocchiali. Fatto per lo più da autori che mi ricordano gli stanchi e demotivati impiegati statali, che lavorano in uffici polverosi e che sanno di armadio vecchio. L’arte è di per sè rivoluzionaria, dovrebbe suggerire nuovi approcci, vie diverse… ridurre l’arte a mero e noioso prodotto di intrattenimento per le masse annoiate è avvilente.

Sempre a proposito di P-HPC, secondo te siamo tutti condannati ad essere trasformati in oggetti?
No. Per fortuna. Ma è lampante che anche nelle società a regime democratico ci sia la volontà di tenerci buoni e inattivi, dormienti e alienati, spaventati e silenziosi. Una cosa che al potere ha sempre fatto comodo è quella di avere un popolino innocuo e inoffensivo. E adesso il potere non è neanche più quello politico, ma quello economico. I politici, lo vediamo ogni giorno, sono semplici burattini al servizio delle grandi lobbies economico-industriali. E allora, in pochi anni, da popolino innocuo ci hanno trasformati in consumatori innocui. E questa cosa evidentemente ci piace, visto che non pensiamo altro che a soddisfare i nostri miseri bisogni indotti. Siamo sciocchi, siamo morti. Siamo patetici nel nostro essere abbindolati dalla mediocrità delle proposte. Ci hanno detto che è finità l’era della progettualità e del futuro e così ripetiamo apaticamente le nostre giornate come se vivessimo in vacuo presente interminabile. Senza spinta. Senza senso. Ma la storia c’insegna che poi le cose cambiano. Che quando porti allo stremo le masse, poi, le masse, s’incazzano. E questi stronzi al potere, nel progettare la loro ricchezza, contemporaneamente costruiscono anche la loro inevitabile sconfitta. Non si immaginano nemmeno le pedate nelle palle che prenderanno in un futuro molto prossimo.

Cos'hai in programma dopo Beauty Industries?
Diverse cose. Non c'è niente di più bello della sensazione che ti dà il "rientro". Da sempre sono abituato a lavorare su progetti diversi, molto diversi tra loro (soprattutto per approccio), ma dedicandovi il mio tempo in modo discontinuo... a volte faccio davvero fatica a orientarmici. Orientarmici, sì, perché le storie che scrivo, per me, sono città o paesi in costruzione. Sono luoghi in attesa di essere completati. Su un moleskine, un paio di settimane fa, ho tracciato un piano di lavoro... niente di troppo definito, sia chiaro (le mie architetture fatte di propositi, se troppo studiate e rigide, poi, crollano sempre, collassano su se stesse). Per prima cosa avevo scarabocchiato un mio autoritratto. in piedi. Con a fianco diverse frecce direzionali. Una sorta di cartelli stradali che mi portavano in differenti luoghi, con stradine e incroci, rotonde e burroni pericolosi circondati da un magma bollente e mortale. Vie, autostrade, piste ciclabili. Strade senza uscita. Alla mia sinistra c'è una freccia che porta a ddv: una sorta di città lunapark/circo fatta di roulotte e giostre tutte slegate fra loro. Animali feroci fuori dalle gabbie, ruote panoramiche adagiate orizzontalmente sul terreno, cavallerizze vestitre da clown, clown che cercano di domare gli spettatori che aspettano sui binari delle montagne russe. Trapezisti russi che si lavano i piedi, giostrai romeni sparati dai cannoni e popcorn sparsi dappertutto. Un luogo definito, ma da riordinare. In attesa che ogni elemento ritrovi il suo posizionamento preciso. Una città di pazzi da curare. Un'altra freccia (alla mia destra) porta a toyz-city, che è una città piccola strutturata su più livelli. Almeno tre. Ma si intravedono le gettate in cemento armato per le fondamenta di un quarto. Ma non è esatto. Si tratta più di una città che replica se stessa in verticale... sempre più o meno uguale, ma con variazioni sostanziali, in attesa che il sindaco si decida a firmare un progetto urbanistico definitivo. Un piano regolatore e tutto il resto. Da lontano, sembra una città finita. Compiuta. Pronta per essere invasa da gente che la abiti. Vista da vicino ci si accorge che ogni abitante avrebbe tre case, tre chiese, tre scuole, tre parchi, tre gatti, tre stazioni ferroviarie.... eccetera, eccetera, eccetera. Insomma, quella giunta comunale deve riunirsi in consiglio e decidere in quale città vivere, e poi demolire le altre. Per averne una. Una sola. E starci in santa pace. In basso, una freccia indica: abc. E ci scendo spesso in quella zona, ultimamente. Anche se sono al bar a fare colazione, chiudo gli occhi e ci faccio un salto. E li si va a soffrire. Perché è una città cimitero. Lì c'è la morte e l'urgenza di spiegarmela. Perché non ce la faccio a non sapere cosa sia. E' una città cimitero che ha catacombe profonde e marcescenti. Abitate dagli avi e dagli affetti che ci hanno lasciati. Ed è straziante cercare di ricreare un contatto con loro. Perché fra noi e loro c'è una distanza breve e struggente che però è incolmabile. Ma in superficie quella città cimitero è bellissima. Prati infiniti e cipressi verdi, cieli luminosissimi e persone gentili. E c'è laura, che come me, ha una gran paura. E che, come me, vuole trovare il coraggio. Ultimamente rientrare in questo luogo... mi era difficile, quasi impedito. Ho faticato giorno e notte per ricordarmi la strada che dovevo fare per raggiungerla, finendo sempre per perdermi. Il "rientro" è stato malinconico. Mi mancava quel posto. Mi sono sentito di nuovo a casa. Fra amici che mi vogliono bene e che mi sono mancati da morire. "Hai sentito? è tornato l'architetto ausonia... dice che è intenzionato a rimanere qui da noi per un po', almeno fino a quando non avrà finito di costruirci", "ah, che bello!". E poi è arrivata laura e mi ha dato uno strappo in bici. Ci sono anche altre frecce scarabocchiate sul moleskine, che partono dalla mia testa e portano ad altre città e ad altri paesi. Avvolti dalla nebbia. Senza acquedotti e senza case. Qualche abitante che vive da solo. Seduto su una sedia in giardino, o davanti al caminetto, o in auto fermo al semaforo. Immobile. In attesa. Come colpito da una profonda amnesia. E se gli chiedi chi sia... ti risponde che è troppo presto.

Intervista realizzata da Massimo Miato per La Voce d'Italia

venerdì 14 marzo 2008

Desdy & l'Avis

Desdy Metus, l'insonne, una delle protagoniste femminili più affascinanti del fumetto Italaino è testimonial di una campagna di sensibilizzazione a favore dell'Avis per donare il sangue.
L'iniziativa si è concretizzata in un albo speciale scritto da Francesca e disegnato da Michela Da Sacco dell'Edenstudio. I colori del manifesto sono di Luca Bonisoli.
Prossimamente l'albo sarà disponibile (gratuitamente) anche presso il Panstore, intanto potete leggerne la storia QUI

martedì 11 marzo 2008

La Mandiguerre

La guerra contro i Mandis, mostruose creature aliene, dura ormai da molti anni. Una svolta decisiva avviene con la cattura di un ufficiale extraterrestre. Tuttavia, dopo un rocambolesco inseguimento negli spazi siderali, l'astronave contenente il prigioniero è costretta ad un atterraggio di fortuna sul pianeta industriale Espoir de Byancoor.Qui, la voglia di avventura di due ragazzi, Dosnon e Tillois, e della loro amica Cousance, causa un incidente all'astronave e la conseguente fuga dell'ufficiale Mandi

Sabato 15 Marzo presso il Panstore il disegnatore Stefano Tamiazzo!